Mauro Servienti

Mauro è Solution Architect in Particular Software, il team di NServiceBus. Passa la maggior parte del tempo ad aiutare team di sviluppo a costruire sistemi .NET migliori, sfruttando i principi delle architetture SOA e basate su messaggi. Quando non è super impegnato con sistemi distribuiti, adora tornare a uno dei suoi primi amori: lo sviluppo rich client utilizzando tecnologie basate su XAML. Mauro inoltre scrive di tecnologia, e non solo, sul suo blog in inglese (//milestone.topics.it). È appassionato di ciclismo su strada, nuoto, danza classica e musica in generale.
https://milestone.topics.it/

Articoli pubblicati da Mauro Servienti:

n 279 gennaio 2022

Gestire un’organizzazione (quasi) solo con GitHub

Una riflessione sugli strumenti di gestione

Quali strumenti usare per gestire il lavoro quotidiano? Abbiamo bisogno di strumenti diversi per gestire il lavoro tecnico e quello non strettamente tecnico? Noi usiamo quasi esclusivamente GitHubche ha un gran pregio: è terribilmente grezzo, e in quanto tale altamente malleabile e adattabile a pressoché qualsiasi necessità.

n 278 dicembre 2021

Ci scegliamo a vicenda

Il recruiting per un’azienda “dispersa”

Assumere è un processo complesso e cruciale. Gli errori si pagano cari, da entrambe le parti: l’organizzazione perde qualcosa, ma spesso anche il candidato si ritrova fuori posto. Che cosa possiamo fare perché sia un processo che porti ad un esito positivo per tutti?

n 277 novembre 2021

Non ci sono persone sbagliate

Ci sono solo persone giuste al posto sbagliato

Con l’avvento della rivoluzione industriale le organizzazioni hanno adottto un modello piramidale e basato sull’organigramma. Un modello rigido, che vincola le persone a posizioni e funzioni specifiche, che aveva senso in quel contesto ma che oggi evidenzia tutti i suoi limiti. Che cosa possono fare le organizzazioni per liberare il proprio potenziale?

n 276 ottobre 2021

Un’organizzazione dispersa

Oltre il lavoro da remoto

Lavoro da remoto vuol dire tutto e niente. Il contesto e le necessità la fanno da padrone. Uno scenario estremo è quello di un’organizzazione che non ha una sede fisica, dove tutti sono remoti e nessuno vive o lavora nella stessa città. Noi ci definiamo “dispersi”. Ci si potrebbe chiedere il perché di una struttura del genere, quali i vantaggi e quali gli svantaggi. Ma soprattutto, cosa ci ha permesso di creare un’organizzazione del genere?