Vita da Scrum Master

XV parte: Cosa deve saper fare uno Scrum Master, in sintesidi

Recap!

Giunto a questo ennesimo articolo di una lunga serie dedicata al ruolo dello Scrum Master, mi son reso conto di aver elaborato e pubblicato davvero molto materiale. Abbiamo provato a raccontare quali sono le competenze, gli strumenti e le pratiche che dovrebbe possedere la figura di Scrum Master, ed è quindi giunto il momento di dare una versione sintetica di quanto visto in questi mesi, andando a comporre il poster del Mestiere dello SM.

Figura 1 – Poster di sintesi delle competenze dello Scrum Master.

Figura 1 – Poster di sintesi delle competenze dello Scrum Master.

 

Agile Setup

Partiamo dal campo dell’Agile Setup, ossia le basi necessarie per partire.

Agile training

È in grado di erogare la formazione di base (Principi Agile, Lean, Scrum, Kanban). È in grado di illustrare quali sono le declinazioni delle pratiche in azienda.

Tools

Attivazione degli strumenti software (Azure, Miro, etc.) necessari al team. Personalizzazione delle viste. Spiegazione di tali strumenti ai membri del team per renderli autonomi nel loro utilizzo.

 

Meccaniche di base

Senza una buona padronanza delle meccaniche di base, è impossibile far funzionare tutto il processo. Allo Scrum Master è quindi richiesta una perfetta conoscenza di tali argomenti e la capacità di illustrarli e farli comprendere.

Setup Scrum

Aiuta il team a far partire il lavoro con Scrum, a supportare l’interazione dei vari ruoli, a organizzare i meeting (eventi Scrum), la durata dello sprint, il calendario con gli eventi ricorrenti.

Setup Kanban

Anche se lo Scrum Master è un ruolo specifico di Scrum, nel suo lavoro prende spunto da ambiti differenti, sia per gli strumenti da usare che per i processi da proporre al team. In questo, Kanban è uno strumento molto utile per svolgere il lavoro di tutti i giorni anche se non strettamente legato alle meccaniche di Scrum. Per esempio, tramite la Kanban board il team può gestire più semplicemente il lavoro negli sprint e tramite un approccio Kanban può dividere il proprio tempo fra attività di progetto — pianificabili e riconducibili a un backlog di prodotto — e attività puntuali come emergenze, urgenze, bug fixing, per definizione non pianificabili e non gestibili con una logica di organizzazione a Sprint. In questo quindi lo Scrum Master aiuta nella progettazione della board, nell’individuare il flusso, le classi di servizio dei ticket e aiuta il team a definire le policy di servizio.

Sprint Planning

Supporta l’esecuzione dello Sprint Planning, facilita la discussione — p.e., per inserire gli elementi nello Sprint Backlog —, aiuta a considerare numeri e statistiche degli altri sprint per agevolare la discussione comparativa.

Sprint Review

Organizza le attività di preparazione e conduzione della Sprint Review o di presentazione dei risultati, coinvolgendo i corretti stakeholder, facilita la discussione.

Sprint Retrospective

Progetta e facilita una retrospettiva scegliendo il formato più adatto in base alle necessità del team.

Azioni di miglioramento

Organizza le azioni che il team propone — per esempio al termine della retrospettiva— e aiuta i membri del team a prendersene carico; monitora gli stati di avanzamento, aiuta a raccogliere i risultati.

Product Backlog Refinement (tecniche)

Guida e supporta le attività di PBR, conosce tecniche di scrittura degli item del backlog e delle opportunità di splitting.

 

Data Management

Non ci stiamo riferendo ad aspetti tecnologici di gestione di strumenti database, quanto piuttosto a come raccogliere informazioni provenienti dal lavoro con i team e al modo in cui elaborarle e utilizzarle per il miglioramento.

Metriche operative

Aiuta il team a identificare, ed eventualmente propone, metriche e strumenti di analisi usati tipicamente in Scrum come la Sprint Velocity o il Burndown Chart, ma anche prendendole da contesti differenti come CFD, Lead Time tipiche di Kanban. È in grado di raccogliere questi dati e li porta all’attenzione del team per facilitare le decisioni — p.e. quanti elementi mettere in lavorazione al prossimo sprint — e valutare gli impatti sulle performance delle decisioni intraprese.

Metriche strategiche

Supporta il PO e tutto il team a identificare, ed eventualmente propone, metriche relative a valore di business o user-centered. È in grado di raccogliere questi dati e li porta all’attenzione del PO, e del team, per facilitare decisioni strategiche: p.e, quali elementi favorire nel backlog, compilare una roadmap…

 

Organizzazione

Per quanto lavori molto a livello di team, lo Scrum Master non perde di vista il quadro più ampio dell’organizzazione all’interno della quale le attività dei team si collocano.

Crescita delle persone

Contribuisce ad identificare le opportunità di sviluppo professionale degli altri membri del team. Effettua sessioni di coaching one-to-one e di team.

Mappatura delle competenze

Aiuta l’organizzazione a identificare aree di miglioramento (competenze e cross-funzionalità) e supporta per la definizione e l’implementazione di un piano di lavoro.

Escalation

Raccoglie informazioni ed è in grado di raccontare gli impatti (di business) delle decisioni che l’organizzazione effettua (p.e.: allocazioni, spostamenti di persone, conflitti fra progetti concorrenti).

Miglioramento continuo

Stimola azioni e discussioni per migliorare le performance dell’organizzazione. Per fare questo supporta l’identificazione di metriche di business che possano supportare la convinzione che “stiamo migliorando”.

 

Facilitazione

Oltre a quanto fin qui detto, non dimentichiamo mai che lo Scrum Master ha un delicato ruolo di facilitatore per cui sono necessarie adeguate competenze.

Evoluzione del gruppo

È in grado di riconoscere le varie le fasi di crescita del gruppo e le dinamiche interne. È in grado di accordare di conseguenza le proprie azioni.

Facilitare la comunicazione

È in grado di facilitare una comunicazione fra le persone che partecipano. Conosce e sa applicare tecniche di negoziazione. Conosce dinamiche di gestione dei sabotaggi.

Stili relazionali

Sa riconosce i vari stili di relazione che influenzano la comunicazione. Di volta in volta applica tecniche per condurre la conversazione in ottica costruttiva.

Feedback

Conosce strumenti per aiutare a dare e ricevere un feedback.

Strumenti di facilitazione

Conosce vari format e strumenti per facilitare un meeting (p.e.: Lean Coffee, Open Space, FishBowl, Liberating Structures, Pair share…).

Retrospettiva base

Conosce vari formati base per organizzare e facilitare una retrospettiva (glad mad sad, Starfish etc.).

Retrospettiva avanzata

Oltre i formati più comuni, alterna altre tecniche e formati (p.e. uso delle metafore, Solution Focus); è in grado di creare nuovi formati, mescolando e sperimentando soluzioni ibride per rispondere alle necessità del gruppo.

Facilitazione da remoto

Conosce gli strumenti più comuni di facilitazione remota (sistemi video, board etc.). Conosce le tecniche per la richiesta di attenzione e di focus.

 

Conclusioni

Per quanto esposte solo in sintesi, le competenze necessarie a un buon Scrum Master sono numerose e variegate. Studio, apprendimento ed esperienza consentiranno di acquisire le conoscenze e le capacità necessarie, ma avere un quadro di riferimento sintetico risulta di sicuro aiuto.

 

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Pubblicato nel numero
275 settembre 2021
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Giovanni Puliti lavora come consulente nel settore dell’IT da oltre 20 anni. Nel 1996, insieme ad altri collaboratori crea MokaByte, la prima rivista italiana web dedicata a Java. Da allora ha svolto attività di formazione e consulenza su tecnologie JavaEE. Autore di numerosi articoli pubblicate sia su MokaByte.it che su…
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